Telethon 2008: una maratona senza radio e tivù
Nonostante lo abbia scritto nel nome, la manifestazione non verrà diffusa nell’etere
La
diciannovesima edizione ticinese di Telethon è come di consueto pronta al via
per il primo fine settimana di dicembre, ma meno abitualmente stavolta non
entrerà nelle case dei ticinesi via radio o tivù. Un paradosso, vien da pensare
alludendo al nome stesso della manifestazione di solidarietà. Telethon è
infatti l'unione di due concetti: Tele – come televisione e telefono – e
thon da maratona. Niente ‘tele’ dunque, perché la Srg-Ssr ha vietato la
produzione di eventi di questo genere, legati a una sola associazione. In
altre parole per non dover garantire a tutti la par condicio. Dal lato
radiofonico privato, semplicemente, tutto tace.
Fuori dalle polemiche e dall'etere, resta la nobile causa sostenuta dalla
Fondazione telethon azione svizzera
(Ftas) che ha presentato ieri alla stampa l’edizione alle porte. Una
fondazione che, come ha precisato il vicepresidente svizzero Stefano
Ghiringhelli, vive grazie alle volontarie e ai volontari che mettono a
disposizione tempo ed energie, « soltanto cinque persone ricevono uno
stipendio, coloro che si occupano del nostro segretariato ».
Grazie a questi volontari e a numerose altre associazioni che hanno aderito
alla maratona 2008, sono state organizzate una quarantina di iniziative diverse
i cui ricavati confluiranno in Telethon. Dalla vendita del pupazzetto gadget di
questa edizione alle marmel-late, dalle tombole alla sfilata di moda, dalle
mostre d'arte a concerti di vario genere.
Un programma ricco, che gli organizzatori sperano potrà permettere una
sostanziosa raccolta di fondi. « Lo scorso anno abbiamo racimolato tre
milioni di franchi – ha annunciato l’avvocato Ghiringhelli durante
l’incontro con la stampa – qualcosa meno rispetto alle edizioni precedenti.
Il nostro cantone si è comunque confermato tra i più generosi, se non il primo
della classe in fatto di solidarietà ». Leggendaria è l’aggettivo accostato
ieri alla generosità dei ticinesi. La definizione è del presidente della
fondazione Emmanuel Dubochet, giunto in Ticino nonostante la neve per
complimentarsi per l’organizzazione e augurare – e augurarsi – che i nostri
concittadini confermino ancora l’importante primato. Il ricavato dalle
donazioni viene ripartito in due metà: una destinata alla ricerca, l'altra
utilizzata per l'aiuto diretto ai malati e alle famiglie. In Svizzera –
secondo i pochi dati disponibili, quindi per difetto – la stima degli individui
affetti da miopatia, mucoviscidosi e sindrome di Marfan supera le 20'000 unità.
I pazienti a soffrire di neurofibromatosi si stima siano invece circa tremila.
Non resta quindi che un ‘tele’, il telefono; per le promesse di versamento al
numero verde 0800.850.860 ci sarà tempo dalle 18 di venerdì 5 fino alla
mezzanotte di sabato 6 dicembre. Poi non resterà che mantenerle.