Annabella Russo e suo figlio Giuseppe, una scelta di "vita"
 
"Sono fiera di mio figlio: ci insegna l'amore per la vita"

Nella foto Giuseppe e la mamma. Per chi volese conoscere la loro storia: "Ho scelto la vita" di Annabella Russo, edizioni Dadò.

"Ho scelto la vita", lo ripete spesso Annabella Russo una mamma di 34 che vive nel Bellinzonese, affidando la sua storia e quella di suo figlio Giuseppe alle pagine di un libro."Ho scelto la vita" è il grido di Annabella che ripercorre la sua giovinezza, il dolore per la morte dei genitori, la perdita di un bambino al sesto mese di gravidanza, fino ad arivare al centro della sua vita, quando sei anni fa è nato Giuseppe.Il parto fu straziante, il bambino aveva problemi e fu portato d'urgenza in un altro ospedale. Annabella lo raggiunse."Secondo i neurologi Giuseppe soffriva di una malattia muscolare - racconta la madre nel libro -. Mi dissero che avrebbe passato la sua vita attaccato ad un respiratore (...). Mi consigliarono di spegnare tutti i macchinari che tenevano in vita". Ma Annabella non ha avuto dubbi: " Lui sorrideva sempre e aveva voglia di vivere. Decisi allora di non lasciarlo morire e di stare sempre accanto a lui". Il bambino soffre di miopatia miotubulare. Una malattia rarissima che investe tutti i muscoli del corpo.
Giuseppe è l'unico caso in tutta la Svizzera che è riuscito a sopravivere più di un anno.Dal giorno della nascita passano pochi mesi e il bambino ha un calo improvviso, viene di nuovo ricoverato d'urgenza. Anche in questo caso continua la lotta tra i presentimenti della madre sulla salute del figlio e le opinioni mediche sul malato. "Mi sentivo impotente, inutile, incompresa", racconta. I medici non capivano, ma la madre era sicura che il figlio, in quel caso, avesse qualcosa di grave. E aveva ragione. Giuseppe entra ancora in sala operatoria.  "Mentre era lontano da me pregavo, imploravo Dio di aiutarci e cercavo di darmi coraggio. Giuseppe ne uscì nuovamente vincitore", scrive Annabella. "Oggi quando guardo Giuseppe e lo vedo sorridere, mi rendo conto che 6 anni fa Dio l'ha aiutato. Gli ha donato la forza di lottare e sopravvivere".E quel bambino è un dono, una benedizione , una fonde di gioia e di vita, precisa sempre la mamma: "Giuseppe sorride tuttora alle persone che si avvicinano al suo lettino per salutarlo. Ogni giorno insegna a non arrendersi davanti disperazione e alla solitudine". Quel bambino gravemente malato, più di tanti altri piccini " insegna che la vita è il dono più grande che Dio ci abbia dato".Annabella lo conferma in ogni pagina, anche quando racconta che la vita del bambino è sostenuta da diversi macchinari che lo aiutano a tenere sotto controllo i parametri; che a causa della malattia la sua ossatura è molto delicata, basta una minima disattenzione per fratturagli un osso; che lo deve spostare ogni 4 ore per evitarli le piaghe da decubito, oltre ai controlli e agli esami a cui viene regolarmente sottoposto. " Sono sicura che Dio non carica un anima con qualcosa che non può sopportare . Per questo motivo scelgo la vita", scrive con convinzione Annabella.Per la mamma vivere con quel bambino tanto fragile e tanto bisognoso " è emozionante . Mi riempie il cuore e provo un grande amore per lui; sono fiera di mio figlio. È riuscito a far capire a tante persone che la vita è bella , preziosa e va rispettata". Per la mamma il piccolo Giuseppe non e solo un bambino da acudire ma il suo "maestro di vita, solo grazie al suo aiuto e a quello di Dio posso raccontare la nostra storia". Certo per Annabella il dolore è tanto ed è consciente che dovra sempre lottare per la vita di suo figlio, ma sa di non essere sola: " Fu Giuseppe a farmi capire che Dio era sempre con noi, in ogni sorriso, in ogni carezza di mio figlio percepivo la sua presenza".Per questa malattia non ci sono cure speciali, ma Annabella non si scoraggia e ricorda che ciò che conta è Giuseppe " ha affrontato la sofferenza e il dolore, quindi ha già vinto". Ha già vinto perchè la mamma insieme a lui ha scelto la vita.